Comunità Montana Partenio - Vallo di Lauro

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Italiano

Il Partenio ha storia e tradizioni antiche che trasudano dai luoghi, dai nomi e dalle pietre e sono perfettamente rivelate dagli aspetti architettonici e dai resti archeologici del territorio.
A rendere particolari le vicende del Partenio è la costante convivenza che c’è stata tra esperienze politiche e sociali diverse, ognuna delle quali non si è mai sovrapposta alle passate, ma si è semplicemente affiancata alle altre, dando origine a forme organizzative ed opere d’arte dalle caratteristiche molto originali. Basta visitare i comuni e percorrere l’intero Partenio per scoprire le tracce nitide dei popoli che vi hanno abitato, degli uomini che vi hanno governato, le alterne vicende che si sono succedute. E numerosi sono gli edifici di culto e di valore storico che ci confermano nelle tesi appena esposte.
Il nostro itinerario è rivolto, perciò, a far conoscere insediamenti antichi e luoghi sacri, monumenti e celebrità di questa terra.
Perché le origini remote del Partenio vanno raccontate, i lasciti della sua storia vanno apprezzati e devono poter entrare nella memoria di qualsivoglia visitatore o viaggiatore, i suoi personaggi e cose sacre, le innumerevoli risorse umane e culturali di questa terra necessitano della più ampia diffusione e conoscenza. Per tutti questi sacrosanti motivi vi consigliamo questo specifico itinerario culturale.

Il nostro viaggio inizia con la visita dell’Antiquarium di Avella (Av).
Il borgo è notoriamente molto antico, per cui l’Antiquarium ha il merito di raccogliere ed esibire testimonianze archeologiche e vestigia di ogni età storica, appartenute alla bassa Irpinia e alla Valle del Clanis, in particolare all’antica Abella. Il percorso di visita dell’Antiquarium si articola attraverso quattro sale espositive, che sono allestite secondo un criterio cronologico, tematico ed anche pedagogico: la prima sala espone reperti di età pre e protostorica, ceramiche arcaiche del luogo e di provenienza greca ed etrusca, quest’ultime rinvenute dentro una sepoltura del VI sec. a.C. Nella seconda sala sono ospitati reperti provenienti dalla necropoli di Abella, alcuni corredi funerari ed un'epigrafe osca di fine II sec. a.C. Nella terza sala sono esposte una sepoltura di età arcaica e preziose ceramiche locali e d'importazione dall'area etrusca e greca. Di straordinario interesse sono anche alcuni oggetti votivi rinvenuti nelle località sacre di Seminario e Campochiaro.
La tappa successiva conduce al comune di Lauro, per visitare il museo “Umberto Nobile”, dedicato al famoso esploratore polare, che qui è nato nel 1885.
Il museo, inauguralo nel 1988, celebra particolarmente le due spedizioni realizzate da Nobile, negli anni venti, al Polo Nord e in Alaska, con il dirigibile "Norge" e l'aeronave "Italia" da lui stesso costruiti. E’ allestito in un salone del Palazzo Pignatelli, castello e residenza dei Marchesi Pignatelli. Il museo rappresenta il più vero scrigno della vita e delle imprese del navigatore: molti i documenti  custoditi, fra cui il celebre "brogliaccio del Norge", diplomi ed onorificenze ricevuti, oggetti personali e testimonianze, le più disparate, dell’attività poliedrica di un personaggio celebrato in tutto il mondo .  
Proseguiamo nell’iter stabilito e ci rechiamo a Mercogliano, dove molte sono le attrattive: il museo abbaziale, l’Antiquarium e la Biblioteca statale, solo per citarne le più rilevanti.
Il Santuario di Montevergine sorge sul monte omonimo, a circa 1200 metri di altitudine. Le sue origini datano 1126, l’anno in cui San Guglielmo da Vercelli edificò la prima chiesa. In questo santuario è venerato il culto della Madonna Nera, chiamata anche “Mamma Schiavona”. Il museo abbaziale si trova all’interno della nuova basilica e  presenta oltre 30 ambienti in cui sono conservati reperti archeologici, paramenti sacri ed interessanti opere d'arte, quali un sarcofago romano che risale all'epoca imperiale, la Madonna di San Guglielmo della seconda metà del XII secolo, un Crocifisso ligneo e una sedia abbaziale del XIII secolo. Entrando nella nuova area del Santuario, siamo subito consapevoli di trovarci davanti ad una vetrina esemplare delle arti e delle tradizioni popolari, fra le quali brilla, in particolare, la celebre pietra denominata "impronta della Madonna". Di enorme rilievo e universalmente conosciuta è anche la mostra permanente dei Presepi, che espone presepi regionali provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. E le emozioni non finiscono qui: c’è da visitare la Biblioteca Statale di Montevergine, all’interno del Palazzo Abbaziale di Loreto. Essa rappresenta un tesoro inestimabile della cultura dell’intera umanità: può vantare circa 200.000 volumi a stampa; annovera manoscritti, incunaboli e codici miniati e, addirittura, 1.325 "cinquecentine". Nell'Archivio annesso alla Biblioteca sono conservate, inoltre, oltre 7.000 pergamene e più di 100.000 documenti sciolti. Nei locali della Biblioteca sono allestite due mostre permanenti: la prima ha un titolo, "Dal papiro al libro a stampa", che è anche il programma: realizzare un itinerario storico-iconografico sul materiale scrittorio e sull'evoluzione della scrittura, con particolare riferimento alla produzione dei padri verginiani di Montevergine; l'altra è dedicata ai documenti originali donati alla biblioteca da monsignor Luigi Barbarito, nativo di Atripalda, Nunzio Apostolico e membro della Congregazione per le cause dei santi presso la Santa Sede.
La tappa di Mercogliano si completa con la visita all’Antiquarium, che ha sede nel caratteristico borgo antico di Capocastello ed è allestito negli spazi della Cripta della chiesa SS.ma Concezione. Qui si custodiscono preziosi reperti provenienti dagli scavi effettuati nella cripta, utilizzata come luogo di sepoltura tra il XVII e il XIX secolo: soprattutto ceramica epigrafi, medaglie devozionali, fibie di ferro e bronzo, e bottoni metallici, di cui si segnalano alcuni esemplari realizzati nel XIX secolo dalla "Hudson's Bay Company", la più antica società commerciale americana. Altri reperti provengono dal castello medioevale di Mercogliano, consistono in  ceramiche e monete del periodo angioino ed aragonese.
Lasciato il territorio di Mercogliano, è la volta del Museo di Montefusco, lo “Spielberg dell’Irpinia”, oggi monumento nazionale di straordinaria bellezza e “ieri” carcere borbonico fra i più duri e atroci.
Qui - come narrano i libri di storia - furono rinchiusi diversi patrioti ed eroi del Risorgimento, tra cui Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano, Michele Pironti e Nicola Nisco; e si consumarono torture ed abusi di ogni sorta. Le condizioni pietose e crudeli in cui furono tenuti i detenuti hanno cagionato la cattiva fama di questo carcere, al punto di attribuirgli il soprannome di "Spielberg dell'Irpinia", accomunandolo così al terribile carcere asburgico di Brno. Ancora oggi, visitando questo carcere, si è presi da emozioni e da sincera pietas verso coloro che vi stettero a marcire, e tuttora trasaliamo al ricordo delle sofferenze di quei martiri della libertà che il Paese ha celebrato nel 2011, nella particolare ricorrenza del suo 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Dal 2008 il carcere ospita il Museo, che presenta una ricca e documentata sezione storica e, anche se con minore rilievo, dedica specifici spazi alla cultura e alla tradizione enogastronomia di Montefusco, con particolare attenzione all'antica arte del "Tombolo" (arte del ricamo).
Si prosegue ora alla scoperta del “museo parrocchiale S. Maria delle Grazie”, che ha sede nel comune di Quindici.
Il museo è nato come una semplice collezione privata e ha assunto il ruolo odierno di museo alla metà degli anni ’80. L’idea di utilizzare la cripta per farne un museo, maturò durante i lavori di ricostruzione post-terremoto della chiesa parrocchiale. E la proposta trovò da subito il consenso entusiasta di tutti: le famiglie di Quindici e di Lauro, paese confinante, donarono oggetti tradizionali della civiltà contadina e reperti archeologici, le chiese del territorio  il Museo civico che è allestito nell'area castellare della "Torre Angioina" del paese.
Il percorso espositivo ha inizio con la ricostruzione del corpo di guardia: sono visibili gli armamenti, i vestiti, un elmo, detto “celata”, utilizzato dai fanti. Nella prima sala è visibile anche la ricostruzione di un tavolo su cui è inciso l’antico gioco della “tria” molto praticato dai soldati durante i loro turni di guardia. All'interno della seconda sala sono visibili due rastrelliere: la prima riproduce l'Arsenale di Innsbruck, illustrato da J. Kolderer nel 1507, la seconda è ispirata dall'affresco del Corpo di guardia del Castello di Issogne, realizzato tra il 1489 ed il 1502. Nelle sale museali del castello, esterne alla torre principale, è esposta la collezione "Submontis Medievalia" che offre al visitatore l'opportunità di meglio conoscere e rivivere la storia del castello e del territorio circostante in epoca tardo-medievale.


English

Partenio has history and ancient traditions that emanate from places with names and stones and are fully disclosed by the architectural and archaeological remains of the territory.

To make special the events of Partenio there has been a constant coexistence between different political and social experiences; this coexistence has never been superimposed on the past, but has simply joined the others, giving rise to forms of organization and artworks that have original characteristics. You can visit the towns and go through the whole Partenio to find clear traces of the people who lived there, the men who ruled, the ups and downs that followed. And there are many places that have a worship and historical value that confirm us the argument set out above and about these places we are going to draw a specific cultural itinerary.

Our journey begins visiting the Antiquarium of Avella (Avellino). The village is very old and so it has the merit to collect and exhibit archaeological and historical remains of any age that belonged to low Irpinia and to Clanis Valley, in particular to the ancient Abella. The tour of Antiquarium is divided through four exhibition halls that are arranged in a chronological, thematic and also educational criterion: in the first room there are exhibits of pre and protohistoric age, ancient pottery of Greek and Etruscan origin; the last ones were discovered in a tomb of the sixth century. B.C. The second room hosted exhibits from the necropolis of Abella, some funeral and Oscan inscriptions of the end of the second century. B.C. The third room contains an archaic tomb and precious, local and imported pottery from Etruscan and Greek areas. Of special interest are also some votive objects found in the sacred places of Seminario and Campochiaro.

The next step leads to the town of Lauro, to visit the museum "Umberto Nobile", dedicated to the famous polar explorer, who was born in 1885. The museum, opened in 1988, celebrates particularly the two expeditions carried out by Nobile, in the twenties, to the North Pole and Alaska, with the airship "Norge" and the ship "Italia," which were constructed by himself. It was set up in a room of Palazzo Pignatelli, castle and residence of Pignatelli Marchesi. The museum is the real treasure of life and business of the navigator: there were many documents kept, including the famous "brogliaccio del Norge", diplomas and awards received, and personal testimonies, the most diverse, of multifaced activities of a character celebrated around the world.

We continue our journey going to Mercogliano, where there are many attractions: the abbey museum, the Antiquarian and the State Library, to name only the most relevant. The Sanctuary of Montevergine located on its namesake mountain, is about 1200 meters above sea level. Its origins date back to 1126, the year in which St. William of Vercelli built the first church. In this shrine is revered the cult of the Black Madonna, also known as "Mamma Schiavona". The abbey museum is located inside the new basilica and features over 30 new areas where there are archaeological finds, vestments and interesting works of art, such as a Roman sarcophagus dating back to Imperial, the Madonna of St. William of second half of the twelfth century, a wooden crucifix and an abbey chair of the thirteenth century. Entering the new area of the Sanctuary, we are immediately aware to be in front of an exemplary showcase of the arts and popular traditions, among which shines, in particular, the famous stone called the "mark of the Madonna." Enormously important and widely known is the permanent exhibition of Nativity scenes, which exhibits regional mangers from Italy and around the world. And the excitement does not end here: we have to visit the State Library of Montevergine, within the Abbey of Loreto. It is a priceless treasure in the culture of entire humanity: it can boast about 200,000 printed volumes, includes manuscripts, incunabula and illuminated manuscripts, and even 1,325 "cinquecentine". In the Archives attached to the Library are kept, in addition, over 7,000 papyrus and more than 100,000 scrolls and loose documents. In the premises of the library are set up two permanent exhibitions: the first has a title, "From Papyrus to the printed book", which is also the program: to create a historic-iconographic material on the desk and the evolution of writing, with particular reference the production of Virginian fathers of Montevergine; the other is dedicated to original documents donated to the library by Archbishop Luigi Barbarito, a native of Atripalda, Papal Nuncio and member of the Congregation for the Causes of Saints by the Holy See. The stage of Mercogliano is completed with a visit to the Antiquarium, which is located in the quaint old town of Capocastello and which is set in the spaces of the crypt of the “Santissima Conception” church. Here we hold precious finds from excavations in the crypt, used as a burial place in the seventeenth and the nineteenth century, above all pottery inscriptions, devotional medals, buckles of iron and bronze, and metal buttons, about which we report some examples made in nineteenth century by the "Hudson's Bay Company", the oldest American trading company. Other exhibits come from the medieval castle of Mercogliano and consist of pottery and coins of the period of Angevins and Aragons.

Leaving the territory of Mercogliano, is the turn of the Museum of Montefusco, the "Spielberg of Irpinia", now a national monument of extraordinary beauty and "yesterday" Bourbon prison among the most hard and cruel. Here - as we read in the history books - were held various patriots and heroes of the Risorgimento, including Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano, Michele Pironti and Nicola Nisco and were consumed tortures and abuses of all sorts. The pitiful and cruel conditions in which prisoners were kept have caused the bad reputation of this prison, that was nicknamed the "Spielberg of Irpinia" combining it to the terrible prison of the Habsburg prison of Brno. Even today, visiting the prison, you are taken by emotions and sincere pietas towards those who stood there to rot, and still now we wince with the memory of the sufferings of the martyrs of freedom that the country celebrates this year, in the particular occasion of its 150th anniversary of the Unity of Italy. Since 2008, the prison houses the museum, which presents a rich and documented history section and, although less significant, specific areas dedicated to food and wine culture and tradition of Montefusco, with particular attention to the ancient art of "Tombolo" (art of embroidery).

You can continue discovering the "Parish museum of St. Maria delle Grazie ", which is based in the town of Quindici. The museum began as a simple private collection and has assumed the role of the present museum in the mid of 80s. The idea of using the crypt to make a museum, matured during the post-quake reconstruction work of the church. And the proposal immediately found enthusiastic consent of all: the families of Quindici and Lauro, neighboring country, donated items of traditional peasant culture and archeological exhibits, like churches of the territory and the municipal museum that is housed in the castle of the "Angevin Tower" of the country. The exhibition begins with the reconstruction of the guard: you can see weapons, clothes, a helmet, called "celata", used by infantry. In the first room you can see a reconstruction of a table on which is engraved the ancient game of "tria" widely practiced by the soldiers during their guard duty. Inside the second room you can see two racks: the first reproduces the Arsenal of Innsbruck, illustrated by J. Kolderer in 1507, the second is inspired by the fresco of the Body Guard of Issogne Castle, built between 1489 and 1502. In the halls of the museum of the castle outside the main tower you can see the collection "Submontis Medievalia" which offers to visitors a chance to better know and experience the history of the castle and the surrounding area in the late Middle Ages.

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