Comunità Montana Partenio - Vallo di Lauro

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Italiano

Le fortezze di pietra non hanno una voce udibile, altrimenti potrebbero spesso narrare avvenimenti di cui gli uomini non sempre sono riusciti a conservare memoria.
Ci sono, però, gli insediamenti, le mura, le strutture che, anche quando scarseggiano, svelano il disegno e la costruzione, l’arte e la bellezza, il ruolo dei tanti castelli che antichi popoli edificarono in terra di Partendo. E non mancano i documenti storici che hanno il pregio di trasmetterci un’eco millenaria e l’avvicendarsi delle varie epoche.
Chi visita i castelli del Partenio, deve sapere innanzitutto che ne incontrerà molti: alcuni sono, purtroppo, in rovina o in forma di ruderi, ma in tanti restano in piedi e sono capaci ancora e sempre di offrire ad ognun visitatore emozioni e coreografie straordinarie.
AVELLA
Costruito nel VI secolo, sotto la dominazione longobarda, il castello di Avella venne ricostruito e più volte potenziato da normanni, svevi, angioini ed aragonesi. Attualmente del castello restano una torre cilindrica e le torri alte e quadrangolari, in cui sono ancora visibili parapetti e merli. Del mastio si conservano due enormi muri disposti ad angolo nei quali si aprono alcune finestre prive di cornice. Adiacente al mastio si eleva un’alta torre cilindrica su base scarpata, di epoca angioina.
CERVINARA
Qui troviamo un castello longobardo del secolo IX. La sua alba fu con ogni probabilità una torre eretta nel sec. IX, il suo fulgore fu una tipica fortezza che prese forma due secoli dopo. Il suo crepuscolo avvenne in epoca rinascimentale. Ancora oggi colpisce la visione dei ruderi massicci della torre centrale e dei pochi resti delle mura perimetrali ed interne.        
MERCOGLIANO
Qui stanno i resti di un castello medievale i cui natali sono di epoca normanna e risalgono al sec. X. La rovina del maniero fu causata da un terribile incendio che distrusse l’edificio nel 1656 e che ha lasciato ai posteri solo alcune parti in muratura ed una torretta di avvistamento.
MONTEFORTE
Qui era un castello del 1102 che i secoli hanno mandato in frantumi, costruito dai Longobardi per controllare la pianura nolana ed il transito di eventuali incursioni nemiche. Il re Federico II ammise la fortezza di Monteforte nel novero dei castelli da riparare, in forza dello status de reparatione castrorum (1231), a dimostrazione del suo rilievo strategico di primaria importanza. Il castello diventò anche residenza estiva, nel 1269, per scelta del feudatario Guido di Monfort. E ospitò Carlo D’Angiò e la sua corte. A partire dal sec. XV venne progressivamente abbandonato. Ora si possono ammirare soltanto le masse murarie che talvolta raggiungono i dieci metri di altezza e stupirsi per la struttura del castello che è priva di fondazioni e poggia soltanto su banchi di pietra.
PIETRASTORNINA
L’esistenza del castello locale è testimoniata, per la prima volta nel novembre del 774, in un atto di donazione fatto dal principe longobardo Arechi II.
Oggi il fortilizio è ridotto ad un ammasso di ruderi. Le testimonianze storiche ci parlano dell’esistenza in quel luogo di un fortilizio composto di almeno due corpi di fabbrica, di diverse dimensioni ed allocato sulla rupe, a quote differenti; di un sistema di camminamenti fatti di ripide scalinate scavate nella roccia; e di un sistema difensivo del castello che si estendeva all’intera rupe per il tramite di un nutrito sistema di bastioni murari.
Nel 1239, questa fortezza fu inclusa dal re Federico II nella lista dei cd. “Castra exempta”; l’11 febbraio del 1837, l’amministrazione decurionale di Pietrastornina decise di abbatterla, perché i suoi ruderi costituivano un costante pericolo per le abitazioni sottostanti.
SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Qui è il Castello Pignatelli della Leonessa. Esso fu originariamente una fortificazione longobarda e risale probabilmente alla prima metà del IX secolo, come indicato da testimonianze risalenti all’anno 837. Il castello conserva a tutt’oggi l’originaria fisionomia di fortezza medievale, vuoi per le numerose ristrutturazioni operate nel periodo di dominazione normanno-sveva, vuoi per la clemenza del tempo. Sono ancora evidenti le maggiori opere difensive, quali le mura merlate, le torrette di guardia ed i camminamenti.
Il castello ha conosciuto il suo declino nel 1908, quando furono demoliti il piano superiore del “mastio” e l’ala sud del castello, causa un “pericolo incombente”; ed è tornato a risplendere dopo che gli attuali proprietari l’hanno nuovamente restaurato. Da visitare, in particolare, il salone più grande dove si possono ammirare la pavimentazione lignea a volte ogivali e a crociera, e le decorazioni e gli affreschi parietali che risalgono ai secoli XVII-XVIII.
SANTA PAOLINA
In questo piccolo borgo sono i ruderi del castello feudale. La fortezza fu costruita nel sec. XI, in epoca normanna. Sorge nei pressi della chiesa di San Michele Arcangelo ed è posta a presidio del centro abitato. Fu proprietà di Riccardo Dell’Aquila, conte di Avellino, e successivamente fu acquistato da Ruggiero de Farneto, signore di Altavilla e di Capriglia. Nel 1440, il re Renato D’Angiò vi si rifugiò per non cadere nelle mani dei nemici aragonesi.  
SUMMONTE
A Summonte troviamo una Torre Normanna. Edificata nel sec. XI, è l’ultimo vestigio dell’originario castello normanno, andato completamente perduto e di cui abbiamo poche notizie.
La torre ha una caratteristica esclusiva, è molto diversa dalle altre torri del Partenio: ha pianta rotonda e non poligonale; e il suo aspetto attuale è la diretta conseguenza di numerosi rimaneggiamenti operati in epoche diverse. La torre era due piani e non aveva accessi diretti con l’area circostante e presentava un solo varco, raggiungibile solo con funi o scale mobili.
LAURO
Il castello di Lauro fu edificato su una roccia denominata "primo sasso", dove probabilmente sorgeva una preesistente costruzione di epoca romana.
Il primo cenno documentale all'esistenza di questo castello risale al 976, ma parla di "Castel Lauri" che non è affatto il castello quanto piuttosto il paese, Casale di Lauro.
A parlare esplicitamente del castello sono i registri della Cancelleria angioina, nel repertorio dell'anno 1277, dove è documentata la concessione della custodia del “castello di Lauro” a Margherita de Toucy, cugina di Carlo I d'Angiò. Diverse le signorie che si sono succedute: i Principi del Principato di Salerno nel periodo longobardo; i Sanseverino Conti di Caserta nel periodo normanno; i Conti Del Balzo Conti di Avellino nel periodo svevo-angioino; gli Orsini Conti di Nola nel periodo aragonese; infine i Pignatelli e i Lancellotti. Proprio durante la signoria dei Lancellotti il castello venne dato alle fiamme dai repubblicani francesi e lasciato abbandonato fino al 1870, quando il principe don Filippo Massimo Lancellotti avviò i lavori di ricostruzione. Oggi è una delle residenze d'epoca più suggestive e visitate di tutta la Campania.
MONTEFUSCO
Il castello di Montefusco fu costruito in epoca Normanna sui ruderi di un primitivo "castrum" longobardo di cui non vi è più traccia. Infatti, durante la dominazione aragonese fu completamente ristrutturato, trasformato in palazzo del tribunale e in penitenziario.
Il carcere - castello divenne tristemente famoso per i patrioti antiborbonici. In quel posto furono, infatti, rinchiusi personaggi come Pasquale Stanislao Mancini, Francesco de Sanctis, il conte Michele Pironti, il duca Sigismondo Castromediano, Carlo Poerio e tanti altri. Nel 1877, dopo l'unità d'Italia, il carcere fu abolito e nel 1923 fu chiuso per sempre. Dal 1928 il castello di Montefusco è diventato monumento nazionale e in parte trasformato in casa Comunale. Oggi è possibile visitarlo, entrando dalla piazza antistante, caratterizzata dalla Chiesa di S. Giovanni del Vaglio.
S. ANGELO ALLA SCALA
Portandosi alle spalle dell'Abbazia di S. Giacomo Apostolo e guardando verso l'alto, si nota una rupe: là fu costruito nell’XI secolo il Castello medioevale, ubicato in posizione di dominio della valle sottostante. Nel 1440, in quel fortilizio si rifugiò il Re Renato D’Angiò per sfuggire agli Aragonesi.
TORRIONI
Qui vi è solo un grande torre fortificata, fatta costruire nel sec. IX d.C. dal principe di Benevento, Aione II. Intorno ad essa nacquero i primi insediamenti e crebbe, negli anni, il paese attuale. La torre prese il nome dal principe che la fece costruire: di qui il suo rilievo  storico ed il nome: "Turris Aionis", da cui deriva appunto l’origine del comune Torrioni.


English

The stone fortresses do not have an audible voice, otherwise they would often narrate events about which men are not always able to preserve memory.
There are, however, settlements, walls, structures, that, even when they scarce, they reveal the design and the construction, the art and the beauty, the role of a lot of castles that ancient peoples built in the land of Partenio. And there are also historical records that have the advantage  to send a millenary echo and the changing of various ages.
Those who visit the castles of Partenio area, must know first of all that they are many: some of them are, unfortunately, in state of ruins or in the form of ruins, but others are still standing and can offer to every visitor emotions and extraordinary choreographies.

AVELLA
Built in the sixth century, under the Lombard domination, the castle of Avella was rebuilt and enhanced several times by the Normans, Swabians, Angevins and Aragons. Currently the castle presents only a cylindrical tower and the high and the quadrangular towers, in which you can still see parapets and battlements. In the main tower, there are two huge walls arranged at an angle where you can see some unframed windows. Beside the main tower, a high cylindrical tower, dating back to the Angevin period, rises on a cliff.

CERVINARA
Here we find a Lombard castle of the ninth century. Its dawn was probably a tower built in the ninth century, its brightness was a typical fortress that took shape after two centuries. His twilight occurred during the Renaissance. Still today we are affected by the vision of the massive ruins of the central tower and the few remains of the outer and inner walls.

MERCOGLIANO
Here we find the remains of a medieval castle (whose origin is Norman) dating from  tenth century. The ruins of the manor was caused by a terrible fire that destroyed the building in 1656 and that left to posterity only masonry parts and a lookout tower.

MONTEFORTE
Here there was a castle of 1102, which centuries have shattered; it was built by the Lombards to see the plain of Nola and the transit of any enemy incursions. King Frederick II acknowledged the castle of Monteforte in the group of castles to be repaired, by virtue of the status of reparatione castrorum (1231), a demonstration of its strategic and primary importance. The castle also became a summer residence, in 1269, by choice of the vassal Guido di Montfort. It was also the home of Carlo D’Angiò and his court. Since XV century it was gradually abandoned. Now you can see only the wall masses sometimes reaching ten feet tall and you can wonder for the structure of the castle that has no foundation and is based only on stone benches.

PIETRASTORNINA
The existence of the local castle is demonstrated for the first time in November of 774, in a deed of gift made by the Lombard Prince Arechi II.
Today, the fort was reduced to a heap of ruins. Historical records tell us about the existence of a fort in that place made up of at least two buildings of different sizes and allocated on the cliff, at different heights; about a system of walkways made of steep steps carved into the rock, and about a defensive system of the castle, which extended to the whole rock by means of a large system of wall bastions.
In 1239, this fortress was included by King Frederick II in the list of "Castra exempta"; on 11 February 1837, the decurial administration decided to demolish the fortress of Pietrastornina because its ruins were a constant danger for the houses below.

SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Here there is the Castello Pignatelli della Leonessa. It was originally a Lombard fortification and probably dates to the first half of the ninth century, as indicated by evidences dating back to 837 . The castle still retains the original character of a medieval fortress, either because of the numerous renovations made in the period of domination by the Norman-Swabian, either because of the mercy of time. You can still see the most obvious defensive works, such as the crenellated walls, guard towers and walkways.
The castle has seen its decline in 1908, when the top floor of the tower  and the south wing of the castle were demolished, by cause of an "impending danger"; it has come to shine after the current owners have restored it again. You can visit, in particular, the largest hall where you can admire the wooden floor with ogival and cross vault, the decorations and wall paintings dating from the seventeenth and eighteenth centuries.

SANTA PAOLINA
In this small village there are the ruins of the feudal castle. The fortress was built in the XI century, in the Norman times. It rises near the church of San Michele Arcangelo and placed in the garrison town. Its owner was Riccardo dell’Aquila, Earl of Avellino, and later it was purchased by Ruggiero de Farneto, sir of Altavilla and Capriglia. In 1440, the King Renato D’Angiò took refuge there to avoid falling into the hands of the Aragonese enemies.

SUMMONTE
Here we find a Norman tower. Built in the XI century it is the last vestige of the original Norman castle, which has been completely lost and about which we have little information.
The tower has a unique feature, it is very different from the other towers of Partenio area: it is round and polygonal in plan, and its present appearance is the direct result of many changes made at different times. The tower had two floors and had no direct access to the surrounding area and had only one gate, accessible only by ropes or escalators.

LAURO
The castle of Lauro was built on a rock called "first stone", where probably there was a pre-existing building from Roman times.
The first documentary mention of the existence of this castle dates back to 976, but it speaks of  "Castle Lauri" which is not the castle but rather the country, Casale di Lauro.
To speak specifically about the castle, there are some records in the Chancery of Anjou, in the repertoire of the year 1277, where the granting of custody of the “Castle of Lauro" to Margherita de Toucy, cousin of Carlo I D’Angiò, is documented. Several lords followed: the Princes of the Principality of Salerno in the Lombard period, the Sanseverino Counts of Caserta in the Norman period; the Counts Del Balzo Counts of Avellino in the Swabian-Angevin period; the Orsini, Counts of Nola in the Aragonese period, and finally the Pignatelli and Lancellotti. It was during the rule of the Lancellotti that castle was burned by the French republicans and left abandoned until 1870, when Prince Don Filippo Massimo Lancellotti started the reconstruction works. Today it is one of the most charming and visited historical residences of Campania region.

MONTEFUSCO
The castle of Montefusco was built during the Norman period on the ruins of a primitive Lombard "Castrum" of which there is no trace. In fact, during the Aragonese domination it was completely renovated, transformed into a courthouse and a prison.
The prison - castle became infamous for the anti-Bourbons patriots. In that place were, in fact, locked up characters like Pasquale Stanislao Mancini, Francesco de Sanctis, Count Michele Pironti, Duke Sigismondo Castromediano, Carlo Poerio and many others. In 1877, after the unification of Italy, the prison was abolished and in 1923 it was closed forever. Since 1928 the castle of Montefusco  has become a national monument  and partly transformed into a communal house. Today you can visit it, entering the opposite square, marked by the Church of San Giovanni del Vaglio.

SANT’ANGELO ALLA SCALA
Taking the back of the Abbey of San Giacomo Apostolo and looking up, there is a cliff: there, the medieval castle was built in the eleventh century;  it was situated in a dominant position in the valley below. In 1440, in this fortress, the King Renato D’Angiò took refuge to escape from the Aragoneses.

TORRIONI
Here there is just a big fortified tower, built in the IX century AD by the Prince of Benevento, Aione II. Around it the first settlements were born and the current country grew, over the years. The tower was named after the prince who built it: hence its historical importance and the name: "Turris Aionis", from which comes the origin of Torrioni.

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