Comunità Montana Partenio - Vallo di Lauro

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Italiano

AVELLA

La fama di Avella (Av) proviene dalla sua storia antica e dai misteri che da sempre nutrono la sua leggenda. Il suo toponimo deriverebbe, secondo Plinio, dal nome delle nocciuole cosiddette “abellane” che abbondano in questo territorio. Per la sua posizione geografica, sin dalla preistoria, Avella ha rappresentato un crocevia di civiltà. Di probabili origini calcidesi e influenzata dalle vicine colonie greche, fu osca, etrusca e sannita. E, a partire dal 339 a.C. fu anche municipio e colonia romana e, per questo, rasa al suolo dai Sanniti. Più volte devastata e saccheggiata, conobbe il dominio di numerosi popoli. Nei tempi più bui, divenne feudo dei Normanni e dei nobili Orsini e Caracciolo. Considerata la sua storia, sono tanti i siti monumentali e chiesastici di Avella da visitare. Il Castello Medioevale longobardo è del VII sec. e conserva notevoli elementi architettonici. Il Palazzo Ducale, situato nell’attuale piazza Municipio, risale al '500 e può fregiarsi di un ampio parco con giardino d'ispirazione vanvitelliana con un gigantesco platano. La Chiesa di San Pietro è uno degli edifici religiosi più antichi e custodisce diversi resti dell'età classica, in particolare un sarcofago recante un'iscrizione del V secolo. La Collegiata di S. Giovanni Battista (XVIII sec.), conserva al suo interno due acquasantiere del '500 e diverse tele del ' 700 con figure di santi. La Chiesa della SS. Annunziata (XVI sec.) ha una facciata in stile rinascimentale e l'altare maggiore del ‘500. Il Chiostro del convento ha le pareti e le volte ornate da affreschi del Buongiovanni che raffigurano scene di vita di San Francesco. Fra le testimonianze più antiche del passato, l'Anfiteatro, situato in località S. Pietro, e, nella valle delle Fontanelle, l'Acquedotto Paolino, costruito nel 410 d.C. Di rilevante interesse sono il Museo Archeologico-Antiquarium, che annovera straordinari reperti che vanno dal Neolitico al Romano, e la Necropoli Monumentale di località Casale, che comprende quattro mausolei funerari, del periodo che va dalla tarda età ellenistica alla prima età imperiale.

BAIANO

Baiano (Av) si trova nell'agro nolano, limitato a sud dai monti di Lauro e ad est e a nord dall'Appennino Campano. Il suo nome deriverebbe da una proprietà di epoca romana, praedium Badianum – in italiano, "podere di Badio" - legato al vicino centro di Abella (oggi Avella). In epoca romana fu un dominio della tribù Galeria. Appartenne poi al ducato longobardo ducato di Benevento e al principato normanno  di Salerno. Nel 1129 diventò casale di Avella e, successivamente, fece parte della baronia di Avella. Alla fine del ‘600 riconquistò la sua autonomia, assumendo nel 1715 il nome di “Bajano” fino ai primi del ‘900. Fece parte prima della provincia di Caserta e, poi, di quella di Avellino. Una volta giunti nel comune baianese, la prima visita da fare è al "rione d'e Vesune", letteralmente "quartiere dei Visoni", che è il centro storico del paese. Il toponimo è di origine incerta e deriverebbe dal viso largo o burbero dei contadini del luogo. Il quartiere, abitato in prevalenza da contadini poveri, sorse probabilmente durante la dominazione spagnola. Di particolare interesse sono, poi, i siti religiosi: la Chiesa di Santa Croce, di origine tardo-medioevale, che ha una facciata in stile gotico e custodisce un altare maggiore in marmo. La Chiesa dei SS. Apostoli che risale al XVIII secolo, con facciata in barocco campano e, all’interno, sculture marmoree e lignee. La Chiesa di Santo Stefano Protomartire, che vanta un pregevole altare e la statua lignea del patrono di Baiano.

QUADRELLE

Il comune di Quadrelle (Av), situato a 300 metri di altezza, si trova ai margini orientali della Conca di Baiano. Le origini del suo toponimo deriverebbero dal latino “quadra”, che sono gli appezzamenti quadrati di terreno. Come casale, Quadrelle sarebbe sorto intorno al 1100, nei pressi di un castello edificato dagli Svevi: ma potrebbe trattarsi anche del castello Svevo del Litto, appartenente al territorio di Mugnano del Cardinale, di cui Quadrelle, in epoca Normanna, era un casale. Il nome di Quadrelle è apparso, per la prima volta, in un "privilegio" di Papa Urbano IV del 1264. Il paese fece parte della Baronia di Avellino, fu ceduto all'Abbazia di Montevergine, diventò feudo della Santa Casa dell'Annunziata di Napoli, fu casale di Mugnano del Cardinale. Nel 1861 passò definitivamente alla provincia di Principato Ultra (Avellino). Da visitare: il Palazzo baronale della famiglia Pagano, costruito nel XIV secolo sui ruderi del castello normanno e ristrutturato nel ‘700, che è costituito da oltre cinquanta vani e presenta un giardino pensile con alberi secolari e fontane; e la chiesa della Santissima Annunziata, edificata nel ‘500, che conserva preziose tele del ‘700.

SIRIGNANO

Sirignano (Av) si trova in territorio baianese e, secondo un documento del borgo medioevale, sarebbe nato nel 1130. Le sue origini, però, sono anteriori, perché il nome deriverebbe da un fondo rustico romano appartenuto ad un "serianus", dal cui nome, per corruzione fonetica, è poi derivata l'attuale denominazione del paese. Nel Medioevo, Sirignano fu un “casale di Avella” e feudo degli Angioini. successivamente diventò proprietà dell'Abbazia di Montevergine, della Real Casa della Santissima Annunziata di Napoli e di vari casati nobili. Il paese ha dato i natali a Raimondo de Gennaro di Sirignano, fra i protagonisti della Repubblica Partenopea del 1799, e al Principe Giuseppe Caravita, nipote di Tomasi di Lampedusa e sindaco del paese nel 1888. Due sono le tappe principali da rassegnare a Sirignano: il Palazzo Caravita e la Chiesa S. Andrea apostolo. Il primo è conosciuto anche come “Palazzo del Principe”, e appare citato, per la prima volta, nel catasto onciario del 1754. Allora apparteneva ai Caracciolo della Gioiosa, poi passò ad altri proprietari, fino ad appartenere a Giuseppe Caravita, principe di Sirignano. A lui va il merito di aver trasformato il palazzo nobiliare in un famoso salotto letterario, frequentato da tanti personaggi celebri, fra i quali il poeta Salvatore di Giacomo ed il tenore Enrico Caruso. La chiesa S. Andrea apostolo, edificata nel XVI sec., è dedicata al Santo Patrono. Restaurata nel XVIII secolo, ha finito per assumere l’attuale stile barocco. Fra le diverse opere d'arte custodite all’interno, vi è un quadro del XVIII secolo raffigurante la Vergine Maria. Degna di menzione è anche la Cappella del SS. Rosario che può vantare un dipinto del XVIII secolo della "Madonna del Rosario".

VISCIANO

Visciano (Na) è un comune della Bassa Irpinia, situato a 340 m. sul livello del mare. Due sono le ipotesi circa le origini del suo toponimo: deriverebbe da Vescia, città dell'antica Ausonia (l'odierna Sessa Aurunca) o da fundus Vescinus, che significa fondo di Vescino, il nome di un antico proprietario terriero romano. I primi ad insediarsi in questo territorio sarebbero stati gli Osci, poi i Sanniti e, infine, i Romani, dopo la conquista di Nola, nel 312 a.C. Il primo abitato sarebbe sorto nel sito di Vescia, antico centro fondato dagli Aurunci, popolo italico, anche se l’abitato é menzionato, per la prima volta, nel 1278, da Carlo I d'Angiò. Successivamente Visciano appartenne a varie famiglie nobili, nel 1808 diventò un comune autonomo della provincia di Terra di Lavoro (Caserta) e, a partire del 1926, fece parte della provincia di Napoli. Il percorso di visita prevede una prima tappa al Santuario di Santa Maria Ausiliatrice dl Carpinello. L'edificio religioso fu distrutto dal terremoto del 1962. Nel 1971 è stata inaugurata l'attuale chiesa, al cui interno è presente un dipinto della Madonna col Bambino, che risalirebbe al X sec. La cripta è anteriore al XVI secolo e custodisce 15 medaglioni a mosaico raffiguranti la Via Crucis e Gesù nel Getsemani. Il museo del Santuario ospita testimonianze della vita contadina e scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. La Cappella della Riconciliazione, inaugurata nel 1986, si segnala per le sue pareti decorate da mosaici e vetrate che raffigurano episodi della vita di Gesù. La Chiesa di San Sebastiano è dedicata al santo patrono e presenta l’esterno in stile barocco. E’ la più antica della città, anche se è impossibile documentarne la nascita. La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo fu costruita tra il 1739 e il 1742, e più volte ristrutturata, è interessante per il fonte battesimale, ornato da un bassorilievo in bronzo che rappresenta i Sette Sacramenti.


English

The Baianese territory

AVELLA

The fame of Avella (Avellino) comes from its ancient history and mysteries that has always fed his legend. Its name derives, according to Pliny, from the name of so-called hazelnuts "abellane" that abound in this area. Due to its geographical position, since prehistoric times, Avella has been a crossroads of civilizations. It has Chalcis origins and it was influenced by the nearby Greek colonies, that were Oscan, Etruscan and Samnite. And, starting from 339 B.C. it was also a City Hall and a Roman colony and, therefore, it was destroyed by the Samnites. Repeatedly ravaged and looted, it met the domain of many peoples. In the darkest times, it became a fief of the Normans and of the noble Orsini and Caracciolo. For its history, there are many sites and ecclesiastic monuments to visit. The Lombard Medieval Castle dates back to seventh century and it retains considerable architectural elements. The Ducal Palace, located now in Piazza Municipio, dates back to 500 and it can boast of a wide park with garden - inspired by Vanvitelli -  with a giant plane tree. The Church of St. Peter is one of the oldest religious buildings and guards several remains of the classical age, in particular a sarcophagus bearing an inscription of the fifth century. The Collegiate Church of St. John the Baptist (XVIII sec.) maintains on the inside two fonts dating back to '500 and several paintings dating back to '700 with figures of saints. The Church of SS. Annunziata (XVI c.) has a Renaissance-style façade and the main altar dating back to '500. The cloister of the convent has walls and ceilings with frescoes decorated by Buongiovanni and depicting scenes of  St. Francis life. Among the earliest evidences of the past, there are the Amphitheatre, located in San Peter, and, in the valley of Fontanelle and the Pauline Aqueduct, built in 410 AD. Particularly interesting are the Museum of Archaeology-Antiquarium, which includes extraordinary finds from the Neolithic to the Roman, and the Monumental Necropolis of Casale town, which includes four funeral mausoleums, dating back to the late Hellenistic period and to the early imperial period.

BAIANO

Baiano (Avellino) is located in the countryside of Nola, bounded in the south side by the mountains of Lauro and in the east and north side by the Campanian Apennines. Its name derives from a property of the Roman era, praedium Badianum - in Italian, "podere di Badio" - linked to the nearby town of Abella (now Avella). In Roman times it was a domain of the tribe Galeria. Then it belonged to the Lombard duchy of Benevento and to the  Norman principality of Salerno. In 1129 it became the hamlet of Avella and subsequently it became part of the barony of Avella. At the end of '600 it regained its independence, taking in 1715 the name of "Bajano" until the early '900. First it was part of the province of Caserta and then it was part of the province of Avellino. Once in Baiano, the first visit to do is the "rione d’e Vesune”, literally "quartiere dei Visoni", which is the center of the country. The name is of uncertain origin and derives from the wide or surly face of the peasants of the place. The area, inhabited mostly by poor farmers, was probably erected during the Spanish domination. Of particular interest are, then, the religious sites: the Church of Santa Croce dating back to the late Middle Ages, which has a Gothic facade and houses a marble altar. The Church of SS. Apostles dating from the eighteenth century, with a campanian baroque facade and, inside, wooden and marble sculptures. The Church of Saint Stephen, boasting a valuable altar and a wooden statue of the saint patron of Baiano.

QUADRELLE

The town of Quadrelle (Avellino), located 300 meters high, is located on the eastern edge of the Basin of Baiano. The origins of the name derive from the Latin "square", which are the square plots of land. As a house, Quadrelle arose around 1100, near a castle built by the Swabians, but it could also be the Swabian castle of Litto, belonging to the territory of Mugnano del Cardinale, whose Quadrelle, in the Norman period, was a farmhouse. The name of Quadrelle appeared for the first time in a "privilege" of Pope Urban IV of 1264. The town was part of the Barony of Avellino, was transferred to the Abbey of Montevergine, became a fief of the Holy House of the Annunziata in Naples, was the house of Mugnano del Cardinale. In 1861 it finally became the province of Principato Ultra (Avellino). You can visit: the baronial Palace of the Pagano family, built in the fourteenth century on the ruins of a Norman castle and restored in 700, which consists of over fifty rooms and features a rooftop garden with trees and fountains, and the church of Santissima Annunziata built in the '500, which contains precious paintings of ‘700.

SIRIGNANO

Sirignano (Avellino) is located in the Baianese  territory and, according to a document of the medieval village, was born in 1130. However its origins are older, because the name comes from a country estate belonged to a Roman "serianus", from whose name, by phonetic corruption, is derived the present name of the country. In the Middle Ages, Sirignano was a "house of Avella" and an Angevin fief. Subsequently it became property of Montevergine Abbey, of the Royal House of Santissima Annunziata in Naples and of several noble families. The country has given birth to Raimondo de Gennaro of Sirignano among the protagonists of the Neapolitan Republic of 1799, and to Prince Giuseppe Caravita, Tomasi di Lampedusa's nephew and head of the village in 1888. There are two main steps to resign from Sirignano: the Caravita Palace and the Church of St. Andrew the Apostle. The first is known also as the "Palace of the Prince," and it was mentioned for the first time, in the land of onciario of 1754. It belonged to Caracciolo della Gioiosa, then it passed to other owners, and at the end to Joseph Caravita, Prince of Sirignano. He transformed the palace into a famous literary salon, frequented by many celebrities, among them the poet Salvatore di Giacomo and the tenor Enrico Caruso. The church of S. Andrew the Apostle, built in the sixteenth century, is dedicated to the saint patron. Restored in the eighteenth century, it took the current Baroque style. Among the various works of art inside, there is a picture of the eighteenth century, depicting the Virgin Mary. Worthy of mention is also the Chapel of SS. Rosario that can boast a painting of the eighteenth century, representing the "Madonna del Rosario".

VISCIANO

Visciano (Napoli) is a town situated in the lower part of Irpinia, located at 340 m. above sea level. There are two hypotheses about the origins of its name: Vescia derives from, the ancient city Ausonia (modern Sessa Aurunca) or from fundus Vescinus, which means fund of Vescino, the name of an ancient Roman landowner. The first to settle in this area could have been the Oscans, then the Samnites, and finally the Romans after the conquest of Nola, in 312 BC. The first settlement was built in the site of Vescia, an ancient town founded by Aurunci, Italic people, even if the village is mentioned for the first time in 1278 by Charles I of Anjou. Then Visciano belonged to various noble families, in 1808 became a separate municipality in the province of Terra di Lavoro (Caserta) and, starting in 1926, it was part of the province of Naples. The tour provides a first step in the Sanctuary of Santa Maria Ausiliatrice di Carpinello. The religious building was destroyed by the earthquake of 1962. In 1971 the present church was opened, inside which there is a painting of the Virgin with Child, which dates back to the tenth century. The crypt is prior to the sixteenth century and contains 15 mosaic medallions depicting the Via Cruscis and Jesus in Gethsemane. The museum houses the testimonies of rural life and scenes from the Old and New Testament. The Chapel of Reconciliation, which opened in 1986, is notable for its walls decorated with mosaics and stained glass windows depicting scenes from the life of Jesus. The Church of San Sebastian is dedicated to the saint patron and presents an exterior  Baroque style. It is the oldest of the city, although it is impossible to document the birth. The Church of St. Mary of the Assumption was built between 1739 and 1742 and restored several times; it is interesting for the font, adorned with a bronze bas-relief representing the Seven Sacraments.

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