Comunità Montana Partenio - Vallo di Lauro

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Itinerario Valle Caudina

ROTONDI
E’ difficile stabilire le origini dell’odierno abitato di Rotondi. I reperti archeologici permettono di collocare la nascita del paese in epoca medievale. Incerta anche l’origine del nome. Due le ipotesi: che esso derivi da Castrum Rotundorum, avendo i Romani istituito in quel luogo un piccolo drappello, nel 300 a.C.; o che provenga dalla famiglia De Rotundis che dominò il paese per lungo tempo. In effetti, i primi riferimenti storici sono al feudo “de li Rotundi” e datano 1245.
Venerato luogo di culto e di pellegrinaggi è il Santuario della Madonna della Stella (sec. XVII), situato su di un colle a 500 m. s.l.m. e a 2 km dal centro abitato. Del castello medievale restano soltanto i ruderi. Fra i siti religiosi vanno citate la chiesa della SS. Annunziata (XVI) e la chiesa di Sant’Antonio Abate (Sec. XIV). Nel centro abitato troviamo il Palazzo Maietta del ‘600, le Fontane Maietta e la caratteristica Torre dell’orologio.
I prodotti tipici del territorio sono: ciliegie, castagne e, in minima parte, tartufo nero del Partenio e funghi porcini.  Fra le manifestazioni segnaliamo la Festa di “Quadriglia e Zeza” (Carnevale), la Processione della Madonna della Stella con il corteo storico dei fucilieri (Pasqua e Ferragosto), l’evento a carattere enogastronomico “7 sagre in 7 giorni” (agosto), il Contro Festival (agosto), la festa della Madonna del Loreto (10 dicembre), la manifestazione folcloristica “Il ciuccio di fuoco” (26 dicembre).   
CERVINARA
I natali del primo borgo di Cervinara sono sicuramente di epoca longobarda. Il primo borgo nacque e si sviluppò intorno al castello, a partire dall’anno 837. Di quel castello oggi restano soltanto il torrione di guardia e i ruderi delle mura di cinta.
Sono da visitare la chiesa di San NIcola di Bari (sec. X circa), il Santuario della Vergine SS. Maria Addolorata (sec. X), la chiesa Madre di San Gennaro (secc. XII-XIII), la chiesa di Santa Maria della Valle (sec. XIV), la chiesa di Sant’Adiutore vescovo (1600), la chiesa di S. Potito Vescovo e martire, la chiesetta rurale di S. Cosma e Damiano (Sec. XVII), la chiesa del Carmelo e la chiesa di S. Marciano Vescovo. Particolarmente interessante è il Palazzo Marchesale (Sec. XVI).
I prodotti tipici del territorio sono: la castagna, la cui produzione locale è molto diffusa; formaggio pecorino e caciocavallo, ciliegie e mela annurca, olio extravergine di oliva. Fra le manifestazioni segnaliamo la “Zeza di Carnevale” (Venerdì Santo), l’Estate cervinarese (agosto), la processione della Madonna Addolorata (settembre), la festa patronale di S. Gennaro (19 settembre), la sagra delle castagne (ottobre).
SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Le origini del borgo sono incerte. Possediamo soltanto una documentazione storica, relativa all’anno 837, che fa valere anche per San Martino Valle Caudina la prassi atavica secondo cui la popolazione fosse solita abitare le località più elevate per esigenze di difesa ed edificare il borgo intorno al luogo più fortificato: il castello.
Straordinariamente rilevanti sono le tracce di civiltà rinvenute su questo territorio, in località Sferracavallo e Canale, che risalgono al neolitico, all’età del bronzo e all’età sannitica; e non mancano testimonianze d’insediamenti di epoca romana.
Notevole il patrimonio di storia e d’arte, a cominciare dal castello ducale che è di epoca longobarda e conserva a tutt’oggi l’aspetto originario di fortezza medievale, nonostante sia stato più volte ristrutturato. Nel centro abitato troviamo altre perle artistiche: la chiesa e convento di Santa Caterina (sec. XV); la Collegiata di S. Giovanni Battista (Sec. XVII) ed il Palazzo Cenci Bolognetti (sec. XVII).
I prodotti tipici del luogo sono: mela annurca, miele, vini DOCG,“mangiaguerra”, che è una particolare uva da tavola; il tarallo di San Martino o di San Palerio, che è la grande specialità locale. Fra gli eventi da ricordare: “San Martino Arte” (agosto), che è una festa tradizionale, di fama nazionale, che richiama da anni personaggi di cultura e di spettacolo; la festa Regina della Pace (settembre); la festa di S. Martino De Tours (novembre) e il palio dei catuozzi (dicembre).
PANNARANO
Il toponimo deriva da un’ara Panis, ossia da un altare dedicato che i Romani dedicarono al dio Pan per celebrare la vittoria sui Sanniti. Tale origine trova conferma in un manoscritto del 295 a.C. in cui è narrata la creazione di sette altari nella Valle Caudina,  intorno ai quali sarebbero sorti altrettanti comuni, fra cui appunto Pannarano.
Il primo insediamento pannaranese sorse lungo una strada di mezzacosta dove sono stati rinvenuti i resti di una chiesa dedicata a S. Maria ed alcune tombe risalenti al periodo romano e preromano (sec. III a.C.). Altri documenti del XIII secolo parlano espressamente di una località “casale di Roccabascerana” col nome di Pandarano.
Il lascito storico-artistico ereditato dal comune di Pannarano è molto cospicuo. Di gran pregio è il castello, che fu costruito intorno al 1300 da Guglielmo Della Leonessa. Ci sono poi i siti religiosi: la chiesa del Carmine che è di origine cinquecentesca; la chiesa Madonna delle Grazie (sec. XVI) e la chiesa di San Giovanni Battista (XVII), che custodisce la statua del santo ed una statuetta della Madonna molto venerata dai pannaranesi.
Oasi WWF Montagna di Sopra
Il grande fiore all’occhiello di Pannarano è l’Oasi che prende il suo nome dall’antico toponimo appartenuto al luogo in cui è situata: Montagna di Sopra. Collocata nel cuore del Parco Regionale del Partenio, costituisce un enorme patrimonio naturale di 312 ettari, i cui rilievi vanno dagli 800 ai 1598 metri di Monti di Avella, che è la punta più alta del Partenio. Il miracolo di Pannarano si realizza in un paesaggio a due facce, mediterraneo ed appenninico, che si caratterizza per la sua natura calcarea. Basta salire sulla vetta del Monte per ammirare la vastità della selva ricca di faggi, agrifogli, tassi e ontani napoletani. Raggiunta la sommità dei 1200 metri si scopre il giglio martagone, simbolo dell’Oasi, e salendo sempre più in alto, la rosa pendulina: uno spettacolo di colori e di bellezza che lascia senza fiato. E le sorprese non sono ancora finite. Percorrendo i variegati sentieri della natura, possiamo apprezzare la ricchezza della fauna, si possono facilmente vedere anfibi come la salamandra pezzata, “conoscere” da vicino il corvo imperiale, la donnola, la martora, la volpe e, quando si è più fortunati, la Poiana ed il lupo appenninico.
Molte sono le attrattive dell’Oasi: l’occasionale visitatore può fare escursioni sulle vette dell'Oasi, passeggiare nei boschi, percorrere le secolari mulattiere, scoprire tante sorgenti ed abbeverarsi, per esempio, alla fonte dell’Acqua delle Vene, le cui acque sono oligominerali; e, ancora, discendere nella “Grotta di Mattiuccio” che è solo la più famosa dei tanti sistemi ipogei che caratterizzano il territorio; fare trekking lungo i sentieri e praticare il Birdwatching, che è un hobby inerente all'osservazione e allo studio degli uccelli.
Il prodotto più tipico e di gran pregio di Pannarano è il tartufo; in misura minore troviamo l’olio extravergine di oliva Colline Beneventane, torrone e vini locali. Fra le manifestazioni sono da menzionare: festa patronale di San Giovanni Battista (24 giugno), festa della Madonna delle Grazie (2 luglio), festa della Madonna dell’Assunta (15 agosto), gli eventi “Per antichi vicoli e piazze” (agosto) e “Sui monti dell’Oasi aspettando le stelle cadenti” (agosto).   
PIETRASTORNINA
Il suo nome e la sua storia sono indissolubilmente legati alla rupe rocciosa che domina il paese e sulla quale si notano i resti del castello. I primi cenni ad un borgo vero e proprio risalgono alla metà del XII secolo e fanno la loro comparsa in un atto notarile del 1159.
Al turista che oggi visitasse Pietrastornina sono visibili soltanto i ruderi del castello medioevale, ma sono fortunatamente ben conservati l’ex Palazzo Baronale (sec. XVII), la chiesa di Santa Maria delle Grazie o del Rosario (sec. XVI) e la Chiesa Maria SS. Annunziata o Chiesa Madre (Sec. XVIII).
I prodotti tipici locali sono il formaggio pecorino e l’olio extravergine d’oliva. Fra gli eventi sono da ricordare: la festa di S. Biagio (3 Febbraio), la processione di Gesù morto (Venerdì Santo), il Concorso Internazionale di ceramica (agosto), dedicato al maestro Donato Massa, originario di Pietrastornina.

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Valle Caudina

ROTONDI

It is difficult to determine the origins of the present day town of Rotondi. The archaeological remains allow the birth of collocate in medieval times. Uncertain even the origin of the name. Two assumptions: that it derives from Castrum Rotundorum, having the Romans established on that spot a small group, in 300 BC; or that come from the family De Rotundis who dominated the country for a long time. In fact, the earliest historical references are to the feudal "de li Rotundi" and dating from 1245.

Venerable place of worship and pilgrimage is the sanctuary of Madonna della Stella (sec. 17TH), located on a hill 500 m s.l.m. and 2 km from the town centre. The only surviving medieval castle ruins. Among the religious sites should be mentioned the Church of SS. Annunziata (16th) and the Church of Sant'Antonio Abate (c. XIV.) in the city, we find the Palazzo Maietta ' 600, the fountains Maietta and the characteristic clock tower.

The typical products of the territory are: cherries, chestnuts and, minimally, black truffle and porcini mushrooms Partenio. Among the events include the Festival of "Quadrille and Zeza" (Carnival), the procession of the Madonna della Stella with the riflemen's parade (Easter and Ferragosto), the food and wine "event to 7 character in 7 days" Festival (August), the V Festival (August), the feast of our Lady of Loreto (10 December), the event "The pacifier" (26 December).

CERVINARA

The birthplace of the first village of Karachi are definitely of the Lombard era. The first village was born and developed around the Castle, from the year 837. Of that castle today remain only the guard tower and the ruins of the city walls.

Visit the Church of San Nicola di Bari (sec. X), the sanctuary of the Vergine SS. Our Lady of Sorrows (c. X), the mother church of San Gennaro (secc. XII-XIII), the Church of Santa Maria della Valle (sec. XIV), Sant'Adiutore Church (1600), Bishop of the Church of St. Potitus Bishop and martyr, the rural church of St. Cosmas and Damian (c. XVII), the Church of Carmel and the Church of s. Marciano Bishop. Particularly interesting is the Palazzo Marchesale (Sec. XVI).

The typical products of the territory are: chestnut, whose local production is widespread; pecorino and caciocavallo cheese, cherries and Apple annurca, extra virgin olive oil. Among the events include the "Carnival Zeza" (Good Friday), summer (August) cervinarese, the procession of the Madonna Addolorata (September), the Festival of San Gennaro (September 19), the sagra delle castagne (October).

SAN MARTINO VALLE CAUDINA

The origins of the village are uncertain. We have only a historical documentation concerning the year 837, which also submits for San Martino Valle Caudina ancestral practice according to which the population was usual dwelling places higher for exigencies of Defense and built the village around the most fortified castle.

Extraordinarily important traces of civilization are found on this territory, in locality Sferracavallo and Channel, dating back to the Neolithic, the bronze age and the Samnite; and there are testimonies of Roman settlements.

The wealth of history and art, beginning with the Ducal Castle is that of the Lombard era and still retains its original appearance of medieval fortress, despite having been repeatedly restored. In town there are other pearls of art: the Church and the convent of St. Catherine (c. XV); the Collegiate Church of St. John the Baptist (c. 17TH) and the Palazzo Cenci Bolognetti (sec. XVII).

The typical products of the place are: annurca apple, honey, DOCG wines, "mangiaguerra", which is a particular table grapes; the “taralli” di San Martino and San Palerio, which is the local specialty. Events to remember: "San Martino" (August), which is a traditional festival of national repute, which draws from years of culture and characters of the show; the Queen of peace (September); the feast of St Martin De Tours (November) and the “palio dei catuozzi” (December).

PANNARANO

The name derives from an “ara Panis” from a Roman altar dedicated to the God Pan dedicated to celebrate the victory over the Samnites. This is confirmed in a manuscript of 295 BC in which is chronicled the creation of seven altars in the Valle Caudina, around which would have arisen as many municipalities, including precisely Pannarano.

The settlement “pannaranese” arose along a road of headland where were found the remains of a church dedicated to St. Mary and some graves dating back to the pre-Roman and Roman period (sec. III BC). Other documents of the thirteenth century speak expressly of a "casale di Roccabascerana" under the name Pandarano.

The historical-artistic legacy inherited from the town of Pannarano is very conspicuous. Of great value is the Castle, which was built around 1300 by Guglielmo Della Leonessa. Then there are the religious sites: the chiesa del Carmine, which is 16th century in origin; the Church Madonna delle Grazie (sec. 16TH) and the Church of San Giovanni Battista (XVII), which houses the statue of the Saint and a statuette of Madonna much venerated by pannaranesi.

WWF oasis Mountain above

The great pride of Pannarano is the oasis which takes its name from the ancient name belonged to the place where it is located: the mountain above. Located in the heart of the regional park Partenio, constitutes a huge natural heritage of 312 hectares, whose findings range from 800 to 1598 metres of Monti di Avella, which is the highest point of Feverfew. The miracle of Pannarano is a two-faced, Mediterranean and Apennines, which is characterized by its calcareous nature. Just climb on top of the mountain to admire the vastness of the forest rich in beech, Holly, yew and Alder Neapolitans. Reached the Summit of 1200 meters it turns out the martagon Lily, symbol of Oasis, and climbing higher and higher, the pendulina rose: a spectacle of color and beauty that leaves you breathless. And the surprises are not yet finished. Varied along the paths of nature, we can appreciate the richness of the fauna, you can easily see amphibians such as the salamander, "knowing" the Raven, weasels, marten, Fox and, when you are luckier, the Buzzard and the Apennine Wolf.

There are many attractions of Oasis: the occasional visitor can make excursions on the peaks of the OASIS, walk in the Woods, along the old Mule, discover many springs and drinking, for example, at the source of the water veins, whose waters are oligominerals; and descend in "Mattiuccio cave" which is only the most famous of the many hypogea systems that characterize the territory, trekking trails and enjoy birding, which is a hobby on the observation and study of birds.

The most typical product and great value of Pannarano is truffle; to a lesser degree are the extra virgin olive oil, torrone and local wines. Among the events are worth mentioning: patronal feast of Saint John the Baptist (June 24), the Fest of Madonna delle Grazie (2 July), feast of our Lady of the assumption (15 August), the events "for ancient alleyways and squares" (August) and "mountains of the OASIS waiting for falling stars" (August).

PIETRASTORNINA

His name and history are inextricably linked to the rocky cliff that dominates the country and on which there are the remains of the Castle. The first brief to a real village date back to the mid-12th century and make their appearance in a notarial act of 1159.

Tourists who visited Pietrastornina are visible only the ruins of the medieval castle, but were fortunately preserved former baronial Palace (sec. XVII), the Church of Santa Maria delle Grazie or del Rosario (sec. 16TH) and the Church Maria SS. Annunziata Church (or Madre Sec. XVIII).

Typical local products are cheese and extra virgin olive oil. Among the events are: the feast of s. Biagio (3 February), the procession of Jesus died (Good Friday), the International ceramic Contest (August), named after master Donato Massa, a native of Pietrastornina.

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