Comunità Montana Partenio - Vallo di Lauro

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

 

Italiano

L'Abbazia di Loreto, o più precisamente, il Palazzo Abbaziale di Loreto, è una struttura di gran pregio e di straordinario interesse artistico, architettonico e storico.
Si trova non lontano dal santuario di Montevergine ed è la sede invernale dell'Abate e dell'intera famiglia benedettina dei verginiani che, nelle altre stagioni risiedono nel grande Santuario di quota 1270. Il Palazzo Abbaziale ha sostituito, a metà del sec. XVIII, la preesistente sede di località Orrìta di Mercogliano, distrutta dal terremoto del 1732 e nata come infermeria della comunità monastica.
La vicenda è testimoniata da un dettagliato “in strumento” del 1138. Circa, poi, l’origine del nome Loreto, esso deriverebbe appunto “secondo una troppo ingenua etimologia” dalla località Orrìta. Una preziosa piantina, infatti, documenta con certezza che già nel 1195 i monaci avevano costruito questo palazzo, sulla strada che conduce a Mercogliano, l’attuale via abate Ramiro Marcone, salendo sulla sinistra, subito dopo l’incrocio con la strada che proviene da Torelli. E che i monaci decisero di costruirne uno nuovo in una zona diversa, essendo quella troppo soggetta a terremoti. L’area fu individuata nella contrada Croce di Vesta (una croce in ferro battuto ricorda l’accaduto) e l’abate del tempo Angelo Maria Federici affidò il progetto della nuova sede a Domenico Antonio Vaccaro, pittore, scultore e architetto napoletano di gran valore, del sec. XVIII. Alla fine del 1733, il Vaccaro, dopo uno specifico sopralluogo, aveva già approvato la scelta del sito effettuata dal monaci, ma i lavori di costruzione furono interrotti un momento dopo il loro inizio: a causa di un ricorso presentato dai vicini paesi di Mercogliano ed Ospedaletto. L’interruzione durò ben dieci anni. Nel frattempo, nel giugno del 1745 Vaccaro morì  e fu sostituito dall’ingegnere napoletano Michelangelo Di Blasio. Vaccaro e Di Blasio  erano notoriamente entrambi bravi ma ispirati a principi architettonici completamente opposti - il primo privilegiava la linea curva, il secondo la linea retta – per cui il rischio per l’esito finale della costruzione abbaziale era molto grosso, ma il Palazzo ha finito per assumere caratteristiche di grande originalità, tali da renderlo unico nel suo genere, quantomeno in Campania.
Entrando nel palazzo abbaziale, è possibile vedere un ampio cortile con un curatissimo giardino e, sullo sfondo, il Partenio. Dopo aver smaltito lo stupore per la bellissima visione paesaggistica si può accedere nelle sale del Palazzo dove sono custoditi cinquecenteschi arazzi fiamminghi, una farmacia con una collezione di oltre trecento vasi in maiolica, una biblioteca con un patrimonio di oltre 200.000 libri e con un importante archivio di oltre settemila pergamene – la più antica è del 947 - e tantissimi documenti imperiali e vescovili, incunaboli e cinquecentine. Sono presenti, inoltre, la Premiata Fabbrica di Liquori dei Padri Benedettini di Montevergine, la cantina ed un'apicultura per la produzione del miele: a dimostrazione dell’impegno poliedrico da sempre svolto dalla comunità verginiana.
In particolare, la biblioteca è una delle più grandi del Mezzogiorno, denominata Biblioteca Statale di Montevergine, è una delle undici biblioteche pubbliche statali annesse ai Monumenti nazionali, centro di cultura e di ricerche, di studi e di convegni di livello internazionale.
Per la sua importanza storica ed architettonica, l'Abbazia di Loreto è centro culturale e luogo di interesse turistico, con grande e costante affluenza di visitatori, interessati ad ammirare quello che resta fra i più originali esempi di architettura napoletana barocca.
L’Abbazia si trova a circa 2 chilometri dal capoluogo sulla strada Valle-Mercogliano, e viene considerata, unitamente al Santuario di Montevergine, un grande patrimonio di questo territorio.

English

Loreto Abbey, or more precisely, the abbatial Palace of Loreto, is of great value and extraordinary architectural and artistic interest.

Located not far from the sanctuary of Montevergine, and is the seat of the Abbot and winter's entire family of Benedictine, verginiani in the other seasons are residing in 1270 share Grand shrine. The abbatial Palace has replaced half of the SEC. XVIII, the existing seat of locality Orrìta di Mercogliano, destroyed by the earthquake of 1732 and born as infirmary of the monastic community.

The story is demonstrated by a detailed "tool" of 1138. About the origin of the name Loreto, it would deprive "according to a too ingenuous etymology" from Orrìta. A valuable map, documents that already in 1195 the monks had built this Palace, on the road leading to Mercogliano, the present via abate Ramiro Marcone, going up on the left, just past the intersection with the road that comes from Torelli. And that the monks decided to build a new one in a different area, that being too prone to earthquakes. The area was located in contrada Croce di Vesta (a wrought iron cross recalls the incident) and Abbot of the time Angelo Maria Federici entrusted the project of the new headquarters at Domenico Antonio Vaccaro, painter, sculptor and architect from Naples to great value, of the ESA. XVIII. the end of 1733, the cowman, after a specific survey, had already approved the choice of the site made by the monks, but the construction works were interrupted for a moment after their beginning: due to an appeal filed by neighboring Ischia and Ospedaletto. The interruption lasted ten years. Meanwhile, in June 1745 Vaccaro died and was replaced by the Neapolitan engineer Michelangelo Di Blasio. Vaccaro and Blasio were notoriously both good but inspired by architectural principles completely opposites – the first favoured the curved line, the second line – where the risk to the final outcome of the Abbey building was very big, but the Palace has come to take on characteristics of great originality, that make it unique, at least in Campania.

Entering the abbatial Palace, you can see a large courtyard with a manicured garden and, in the background, the Parthenius. Having disposed of amazement for the beautiful scenic view can be accessed in the rooms of the building where are preserved 16th-century Flemish tapestry, a pharmacy with a collection of over three hundred vases in majolica, a library with a heritage of over 200,000 books and an important archive of over 7,000 parchments – the oldest of 947-and many Imperial and Episcopal documents, incunabula and printed books. There are also award-winning liquor Factory of the Benedictines of Montevergine, and a cellar for the production of bee honey: a demonstration of the multifaceted commitment has always played by the community of Virginians monks.

In particular, the library is one of the largest in the south Italy, called State Library of Montevergine, is one of the eleven public libraries State annexed to national monuments, cultural centre and research, studies and conferences internationally.

For its historical and architectural importance, the Abbey of Loreto is cultural centre and tourist attraction, with large and constant influx of visitors, interested to see what remains among the most original examples of the Neapolitan Baroque architecture.

The Abbey is located about 2 kilometers from the capital on the road-Mercogliano, Valley and is considered, along with the sanctuary of Montevergine, a great wealth of this territory.

File Audio

Italiano

English



Prodotti Tipici

Dove Dormire

Dove Mangiare

Servizi - Artigianato